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Lunedì 

Freddo fuori. Come tanti spilli che ti sfiorano la pelle e ti fanno rabbrividire. Vento pure. Quello teso, che alza mille foglie intorno e ti arruffa i capelli. Eppure io sentivo caldo ieri sera. Tra quei vicoli silenziosi e le case dai piccoli balconi in cui erano accatastati vasi di varie dimensioni. Mi sono persa a passeggiarvi, prendendo la strada più lunga per raggiungere la metropolitana, rischiando (o sperando?) di perdere il treno che mi avrebbe portato via da lì. Poca gente. Il lunedì tutti se ne stanno in casa, soprattutto se c’è il calcio in tv. I miei tacchi risuonavano sul marciapiede toc toc, quasi davano fastidio, che strano sentire il rumore dei tacchi in una città caotica come Milano…sospesa in quell’angolino lontano da tutto mi sono messa a ridere. Senza motivo, Che non ci vuole un buon motivo per ridere, e neanche devi spiegarlo. Magari sembrerai un po’ folle agli occhi degli altri, ma in provincia, qui neanche ti vedono se ridi, piangi, o parli da sola. Ho adorato quel luogo, quel momento, quel freddo di novembre. Ho adorato i pensieri che ne sono nati e la bellezza di poter sognare. Poi ho preso il treno e sono tornata. Ma non sono più la stessa. Ogni sensazione nuova ci rende diversi. Anche solo in una cellula. Ed è un po’ come rinascere….


 

 

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