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Sola

Sentirsi sola. Anche quando sola non sei. Perché la solitudine è una condizione che raramente dipende dagli altri. Se così fosse basterebbe fare una telefonata, mandare un messaggio, premere un campanello. E invece ci si sente soli anche in mezzo alla gente, ad una cena, mentre fai un aperitivo, in una discoteca. Perché manca qualche cosa. Mancano due occhi che ti capiscono, una mano che stringe la tua, una parola sussurrata, la voglia di condividere. Non è questione di essere soli, condizione a volte terribilmente rilassante, ma di sentirsi soli. In una casa troppo silenziosa. Accendi la musica. Ma ogni nota fa eco al vuoto che hai dentro. Guardi il telefono e sembra che nessuno di ricordi di te. Tanti messaggi, nessuno per te. Per chi sei. Per i tuoi sensi. Non per cosa fai, per ciò che dai, per quello che rappresenti. Sentirsi sola. Capita. Ogni volta che rallenti il ritmo delle cose da fare che servono a riempire il vuoto. E allora ti metti davanti allo specchio e ascolti il tuo respiro. Pensi a cosa sei. Rincorri il ricordo di un’emozione. Apri un album di fotografie. Piangi. E la solitudine passa. La riempi di te. Della tua voglia di essere e di fare. Di ciò che sei stata e sei. Perché non saremo mai sole finché nel silenzio potremo ritrovare noi stesse. Senza bugie e senza paure. La solitudine rende più forti, o almeno è bello credere che sia così.

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