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Domani

Ogni sera mi dico che domani sarà il giorno giusto. Che inizierò a mettermi al centro. Che avrò il coraggio di buttare sul tavolo quel progetto che cresce dentro di me da sempre. Che verrò prima io e poi tutti gli altri. Sdraiata nel letto, al buio, sono così convinta che vorrei fosse già mattina. Perché se non comincio ora non lo farò mai. Non sono più una bambina e davvero basta rinunciare, avere paura, temere che gli altri possano essere delusi da me, che alla fine mi ritroverò con nulla in mano e un casino alle spalle. Sì basta. Mi giro e mi rigiro prima di addormentarmi ma sono convinta. Assolutamente. Poi mi sveglio al mattino e ricomincio come sempre. Colazione, letti, bagni da pulire, auto, ufficio, lavoro che non mi piace ma si deve, spesa, telefonate, una due cento, tutte inutili in fondo, messaggi, figli, marito, genitori, che chiedono e non sai dire di no. E arriva l’ora di cena e non hai fatto nulla per te. Sotto la doccia, le lacrime nervose nascoste dall’acqua, ti dici che non ci riesci. Non riesci a cambiare ma neanche ad accettare il presente. Un limbo che ti rende irrequieta, nervosa, scontenta. Vuoi ma non vuoi. Che rabbia. E la sera sul divano decidi che domani sarà il giorno giusto. E tutto riparte. Sogni, progetti, aspirazioni. Arriverà il momento. Lo so. Lo sento. Lo devo a ciò che sono, alla mia immagine riflessa nello specchio, agli anni di battaglie che vedo se mi volto indietro. Domani. Dopo. Ma questi talenti che ho in tasca li metterò a frutto tutti. E allora sotto la doccia canterò, anche se sono stonata. Perché la vita è una partita che voglio giocare fino in fondo.

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