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La protesta a tavola

Tutte le mattine mi alzo all’alba per preparare pranzo e cena prima di andare al lavoro. Cerco di variare tantissimo gli alimenti, di usare prodotti di stagione, niente precotto, di cucinare sfizioso ma sano. Lo faccio per me ma soprattutto per i miei figli adolescenti, perché credo che sia fondamentale alimentarsi correttamente e in modo non monotono.

Ecco. Credete che sia apprezzata per questo? O almeno indifferente? Eh, sarebbe bello.

Mio figlio ieri sera mi guarda con aria schifata e mi chiede di smetterla di preparare roba sana. Che poi in tavola al momento c’era un risotto, una bistecca e carote di contorno. Che lui vuole mangiare come i suoi amici (?). Che lui è sfigato perché ha una mamma salutista e palestrata. Che tutte ste regole dello star bene non le sopporta e vuole una libertà alimentare.

15 anni, signori. 15 anni che mi faccio un mazzo cosí ai fornelli e avrei potuto vivere di toast, piadine, quattro salti in padella. Perché lui, ha aggiunto, ha bisogno di schifezze per fare massa, se no sarebbe pelle e ossa per colpa mia. Ci mancava che invocasse il telefono azzurro e avremmo concluso in bellezza. Sono un’aguzzina, amici miei, perché preparo manicaretti invece di arrivare a casa con il pacchetto del Mc Drive.

Come gli ho risposto? Semplice. Che vive con me. Lo mantengo io. Lo curo io. Lo vesto io. Mangia quello che trova nel piatto o si arrangia. La democrazia, in certi contesti, non va neanche presa in considerazione 😉

(2) Commenti

  1. Giorgio e Paola dice:

    Concordo pienamente , in casa almeno una volta era così, ma oggi è difficile trovare persone come te e Luca che insegnate a vivere ai vostri figli . Bravissimi

    1. Grazie! 😘

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