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Uli

Per tanti anni, ho avuto un vicino di casa speciale. Uno di quegli esseri con la rara dote di metterti di buon umore, anche se avevi avuto una giornata devastante, anche se avevi bruciato le carote e scoperto di aver perso l’ennesima occasione della vita. Era sufficiente incontrarlo per le scale, sempre di corsa, sempre attivo, per girare le labbra all’insù, in un sorriso. Per non parlare di quando lo vedevo sulla moto, era davvero irresistibile. L’ho visto invecchiare pian piano. Prima è diventato sordo, che poi non capivo se faceva orecchie da mercante oppure davvero non ci sentiva, che con gli anni aveva capito che farsi i fatti propri era la migliore strategia per sopravvivere. Poi anche la vista lo ha abbandonato ed è diventato lento, ma per questo gli volevo ancora più bene, come uno di famiglia. Oggi, in un sabato assolato, in cui normalmente lo avrei incontrato in cortile o nel nostro bel giardino, è volato in cielo. E già me lo vedo a correre come un pazzo tra le nuvole, che lassù non servono occhi e orecchie, ma solo un cuore grande, come il suo, quello del piccolo grande Ulisse. Ci mancherai un sacco, Uli, tu, un bambino vivace che per caso si era incarnato in un Jack Russel, uno degli esseri viventi più speciali che io abbia mai conosciuto. Fai impazzire tutti lassù, mi raccomando!

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