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Outfit

Questa mattina la mia mamma mi ha ricordato che ho quasi 50 anni e che sarebbe il caso che iniziassi a vestirmi in modo conforme alla mia età. Basta pantaloncini e minigonne Cristina, non sei una ragazzina, alla tua età meglio i pantaloni lunghi, i tailleur, che poi stai meglio così. Mica con le gonne corte dai. Hai ragione mamma. Non ho più l’età. Non ce l’ho più per tante cose forse. E lo so di non avere più 18 anni, oh lo so bene. È che però io vestita così mi sento me stessa, sto bene nella mia pelle e non mi sembra di essere fuori luogo. Affatto. Per una vita ho cercato di conformarmi e di essere perfetta in ogni dettaglio, ineccepibile, fino ad essere quasi stucchevole. Ecco, adesso anche basta. Credo che la minigonna la metterò fino a 90 anni, se avrò la fortuna di vivere così a lungo. E so che la mamma continuerà a dirmi che con il tailleur pantalone scivolato starei meglio. Ma lei è la classe da quando è nata, io sono solo la Colli, e tant’è.

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Solipsismo

Viviamo in una società di personalismo sfrenato. Basta guardarsi intorno. Social, televisione, media, sono dominati da io che vogliono mettersi in mostra. Non importa che sappiamo fare qualcosa, ciò che conta è emergere, avere fama, potere e soprattutto esposizione mediatica. Tutto questo è l’antitesi di una società in evoluzione. L’unico modo per progredire è il noi, non l’io, perché ciò che ha sempre reso grandi le epoche è stata la presenza di gruppi di persone in grado di affermare idee, invenzioni, concetti. Da soli non si va da nessuna parte. Ma stare insieme vuol dire accettare le opinioni degli altri e ahimè questo oggi piace sempre di meno. Tutti parlano, nessuno ascolta. Tante bugie, tante formalità, tante maschere e poca, pochissima verità.

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Schifo

Nulla è più dannoso alla vita di un social del leoni da tastiera. Inquinano il dialogo, lo strumentalizzano, tolgono vitalità a quello che in origine era un bello strumento per stare in contatto e condividere esperienze. Oggi tutti cercano il sensazionalismo, un posto al sole, un attimo di celebrità (che poi è tale?!?) a spese del buongusto e soprattutto del rispetto degli altri. Ma perché? Me lo spiegate? Perché lo schifo addosso di baricchiana memoria qua si accumula a dismisura.

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Foglie

La vita è un brivido che vola via. Lo canta Vasco e lo penso senza sosta da oggi pomeriggio. Perché è questione di un attimo, on off, e tutte le nostre corse, sogni, discussioni, progetti evaporano. Puff. Non importa perché, alla fine è un dettaglio, quello che importa è che la vita è labile, fragilissima, e noi ce lo scordiamo. Troppo spesso. E invece dovremmo ricordarlo. Godere di ogni attimo, far del bene, non rimandare, vivere con pienezza ogni giorno. Non rimandate, abbiate coraggio, anche dei salti nel buio. Rispettate ciò che siete e abbiate cura di voi stessi. In fondo si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…

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Quid

Le cose non andranno mai come volete. Potrete avvicinarvi ma se siete ambiziosi ci sarà sempre quel quid che manca. Però in fondo va bene così. Perché è quel quid che stimola ad andare avanti e a lottare per migliorarsi sempre un po’. La vita è un’insieme di esperienze, fatene il più possibile, abbiate il coraggio di cambiare e osate. Mettete in conto il fallimento, ma non fatene una tragedia. Voltate pagina, spesso e volentieri. Io sto per farlo e non ho un piano B. Ho solo una pagina bianca, tutta da inventare. Folle? Un po’ forse, ma libera. Senza catene, orari, vincoli. Magari precipiterò visto che sono senza paracadute. Ma di sicuro ricomincerò a volare ❤️

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Allenarsi

Nello sport, ma soprattutto nella vita. Allenarsi vuol dire fare del proprio meglio ogni giorno, mettercela tutta, cercare di crescere e migliorarsi. La pappa pronta non porta da nessuna parte e nessuno vi regalerà mai niente per niente. Le poche volte che, in ambito professionale, qualcuno ha fatto qualcosa per me, poi ha presentato il conto. Non confondete gli amici con i colleghi, il personale con il professionale. Lavorate al meglio ma non perdete mai di vista ciò che siete. Soprattutto allenatevi a diventare persone migliori ❤️

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Booster

Oggi pomeriggio ero stanca, china sul computer, sull’ennesima parola, virgola, titolo, catenaccio, didascalia….del tipo basta lettere, frasi, pensieri, virgolette. Poi un mio collega è entrato in ufficio e mi ha detto “ti voglio bene, per tutto quello che fai”. Avete presente il booster? Ecco. All’improvviso è uscito il sole e le energie sono tornate.
Ricordate sempre di pronunciare una buona parola a chi vi sta accanto. Di dare giusto merito, anche per le piccole azioni routinarie. Di non considerare scontato il lavoro degli altri. Di essere gentili, sorridenti, pazienti. Anche se siete stanchi e non ne potete più.
Gli altri meritano i nostri sorrisi, non i nostri musi lunghi. Sempre ❤️

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Yes!

E poi un giorno ho deciso che avrei dovuto essere più seria. Che insomma ero diventata una donna matura, una professionista, basta post palestra tacco coscia, mostriamo che oltre alle gambe c’è di più. Che poi c’è sempre stato, ma hai social piacciono di più tette e culo del cervello e già lo sappiamo. Così ho messo un un cassetto Lacolli, sono diventata prima mora e poi ho tagliato i capelli, ho cercato di fare politica con esiti disastrosi, poi di avere un ruolo influente in un ambito comunicativo serio, anche qui con esiti non certo brillanti. Alla fine mi sono guardata allo specchio, stravolta da ore, giorni, mesi di lavoro, da notti di ansia, da pianti inconsolabili, e mi sono detta “ma cosa stai facendo?” Non ho detto “cosa”, ma questo lo sapete già. E ho capito che non si può essere altro da sè stessi, che il mio cervello, piccolo o grande che sia, sta benissimo sui miei tacchi e anche con un bilanciere in mano, che non sono nata per essere incasellata in un ruolo e che non lo sarò mai. Che continuerò a essere ferita dalle parole e per questo non saprò mai usarle per ferire, e che quindi un certo stile proprio non fa per me. Sono tornata bionda e riccia, perché io sono così, ho messo da parte una serietà che non mi si addice e accettato tutte le sconfitte di questi due anni. Che butterebbero a terra chiunque. Ma io ho i miei tacchi, dodici e più centimetri di varie ed eventuali contro le menate della vita quotidiana che risolvono sempre. E bene così!

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Sciare

Aggancio gli scarponi agli attacchi, spingo con le racchette e inizio a vivere di nuovo. Se potessi racchiudere la mia essenza in uno scatto sarebbe quello in tenuta da sci, circondata dalle montagne, tra neve e cielo. Lo sci è per me libertà, contatto con la natura, unione con l’infinito. Mentre scendo lungo la pista canto, rido, prego, sì prego, perchè in quel momento mi sento anima pura. E negli anni la passione invernale per la montagna ha accresciuto anche quella estiva per i sentieri, le scalate, i rifugi, la pienezza dei paesaggi lassù, dove i rumori si annullano, il cellulare non prende, la vita assume il suo senso più profondo. Sciare è per me annegare nell’infinito, cullata dal ritmo delle curve e coccolata dal suono unico delle lamine che solcano la neve.