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Babbi

Venti giorni al Natale. Con le sue luci, le vetrine scintillanti, il rosso in ogni dove, la voglia di brindare senza troppi pensieri. E poi loro. Di nuovo. Ennesimo anno. I Babbo Natale. Sui balconi. Alle finestre. Perfino ai pali della luce. Si arrampicano ovunque già un mese prima dell’arrivo delle Renne. Questa mattina mi sono affacciata alla finestra nel buio dell’alba e ne ho contati ben cinque. A metà strada tra Uomo Ragno e Lupin terzo. Nella penombra con il sacco in spalla fossimo negli Stati Uniti qualcuno pieno di wiskey potrebbe pure sparargli, pensando che sia l’ennesimo ladro all’opera. Ah no. Giusto. Qui da noi i ladri entrano dalla porta principale, di giorno, e se ne sbattono pure se c’è qualcuno in casa. Altroché arrampicata sui balconi. Comunque Babbi o no ci siamo quasi. Archiviato il referendum, in TV inizieranno a parlare dei chili che metteremo per le feste e di quanti soldi spenderemo in regali, se andrà di più la tecnologia o il benessere. E impacchetteremo regali e abbracci, che si sa a Natale siamo tutti più buoni. Anche lacolli. Con le sue scarpette rosse e i peperoncini sull’albero. Che se portano bene abbiamo fatto il botto. Altrimenti aglio e olio per tutti da Natale a Ferragosto 😜🌶

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