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Oz

Questa notte mi ha svegliato il vento. Forte, batteva contro le tapparelle abbassate, scuoteva la magnolia davanti al mio balcone. Impossibile dormire. Impossibile non stare ad ascoltarlo. Il vento è così. Indivisibile, inafferrabile eppure potentissimo. Come tutte le cose che non vedi eppure senti, e che davvero ti spettinano come solo il vento sa fare. Ho sempre avuto un rapporto speciale con il vento, lo sento arrivare, sì sembra strano eppure mi inquieta, mi fa girare la testa, poi, quando sfoga la sua potenza tutto passa. Stanotte, una di quelle certe notti che canta il Liga, ho regalato al vento i miei sogni perché li portasse dove si avverano. Vorrei cavalcare il vento e farmi portare nei tanti posti che forse non vedrò mai, essere per un giorno la Dorothy del Mago di Oz, con le sue scarpette rosse, in volo verso il non so dove.

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Shining on your crazy diamonds 💎

È la magia che ci tiene vivi. Quella magia fatta di particolari minimi, sfumature sottili. Dettagli. Ecco si, la magia dei dettagli. La luce che entra la mattina dalle imposte. Il cinguettio di un passerotto. Il rumore della neve sotto gli sci. L’acqua che scorre. Il sapore della salsedine. Un bacio accennato. Il silenzio. Sono tutte Madeleine a lento rilascio, brividi, sensazioni, emozioni. La magia è nel nostro essere animali e nel coglierne tutta l’essenza. Olfatto, gusto, tatto, udito. A volte anche la vista, anche se gli occhi della mente sanno andare più in profondità. Coltiva la magia amore mio, lotta per ogni momento, disegna ore e minuti in più per attraversarla, non permettere alle parole di inquinarla. Istinto e passione sono i fratelli della follia. Sediamoci al loro banchetto, non smettiamo mai di danzare e di brillare come diamanti pazzi.

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La fine

Ho smesso di scrivere per un po’. O meglio ho scritto tantissimo negli ultimi mesi, ma non di me. Mi sono concentrata sul lavoro e le parole sulla carta stampata hanno risucchiato le lettere per comporre le altre. Quelle del mio cuore. Passavano i mesi e io mi svuotavo. Dei sorrisi, dell’adrenalina, della voglia di reinventarmi. Pian piano ho smesso di avere stimoli. Sembra assurdo ma le montagne di parole dei miei articoli aumentavano il silenzio dentro di me. Ma come sempre nella mia vita, quando ero stremata e disillusa, è arrivato qualcosa che mi ha risvegliato. Ho ricominciato a scrivere per me. Una frase, un verso, un pensiero. Ho iniziato a viaggiare di nuovo con la mente. Ho ripreso a sognare attraverso la tastiera. E pian piano mi sono ritrovata. C’è una canzone di Tiziano Ferro che mi descrive perfettamente e racconta proprio questa mia vita, fatta di alti e bassi, di stop e ripartenze, di stelle e abissi terribili. Ve la lascio qui. Si chiama La fine. Che in fondo fine e inizio sono due facce della stessa medaglia.

https://youtu.be/UZkUWRqACfs

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Estate

È arrivata l’estate anche quest’anno. Senza che me ne accorgessi. Troppo presa dal quotidiano per guardare il cielo, troppo impegnata con gli occhi su uno schermo per notare la luce, troppo stanca per cercare nuovi stimoli. Stanca si. Tanto tanto. Ma lei è arrivata lo stesso e con un sogno di una notte di mezza estate mi ha ricordato che sono viva. È arrivata con il vento di questi giorni, lo avete sentito? Un vento insistente contro le persiane nelle prima notti calde. Che mi ha ricordato di guardare il cielo più spesso, di seguire le sue vie, di essere ciò che sono. Una libellula che sfiora la palude.

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Berlusconi

Silvio Berlusconi rappresentava quello che tutti avrebbero voluto essere, anche se non lo avrebbero mai ammesso. Uomo di successo, instancabile lavoratore, amante delle belle donne, politico di successo, ricchissimo, simpatico, capace di sfruttare le situazioni a suo vantaggio. Sempre sopra la righe, era la perfetta fotografia di noi italiani. E che piaccia o no ha cambiato il volto della nostra nazione. Dalle televisioni alla stampa allo sport, è stato innovativo e mai sazio, come i grandi uomini della storia. Aveva mille difetti e non ne faceva mistero, ironico e sagace, riusciva sempre a trovare le parole giuste in ogni situazione. Grande accentratore, questo è forse il suo più grande limite, perché senza un vero successore in ambito politico, la sua dipartita apre scenari tutti da valutare. Comunque la si pensi, Silvio Berlusconi ci mancherà.

SilvioBerlusconi

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Berlusconi

Si è spento oggi a Milano Silvio Berlusconi. Imprenditore, uomo politico e di sport, il Cavaliere era molto legato a Mortara per via della presenza in città dell’amata zia suor Silviana Berlusconi, per anni a capo della Casa di riposo Dellacà. Indimenticabili i suoi arrivi in città con l’elicottero che richiamavano la dirigenza di Forza Italia e numerosi cittadini curiosi di vedere il fondatore di Mediaset e di Forza Italia. L’ultima volta di Berlusconi a Mortara è datata 8 febbraio 1995, quando partecipò (assieme a circa 5mila persone) ai funerali della zia che si tennero nella basilica di San Lorenzo.
Nella foto Silvio Berlusconi con l’allora onorevole di Forza Italia Giacomo De Ghislanzoni e il sindaco Roberto Robecchi di fronte al Dellacá.

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Compagni di scuola

Oggi è stata un giornata speciale. Ho rivisto un compagno di liceo che non incontravo da quasi trent’anni ed è stata un’emozione fortissima. Matteo Re è oggi un professore di storia all’università di Madrid e ha presentato a Palazzo Merula a Vigevano il suo ultimo libro, che tratta di terrorismo e dell’Eta. Circondata dal bel colonnato del palazzo, me ne stavo lì, tra il pubblico ad ascoltarlo. L’accento spagnolo, la voce composta di chi sa spiegare e fare lezione, la sicurezza di un uomo che ha dedicato una vita alla storia. Ma ogni volta che sorrideva io vedevo in lui solo il Matteo con cui ho condiviso cinque anni al liceo Cairoli. Si perché Matteo era uno che sorrideva spesso, uno senza troppe menate, uno con cui era bello parlare e scherzare. E io questa mattina mi sono sentita una donna molto fortunata. Perché ero in un posto molto bello, ad ascoltare un racconto di valore di un mio compagno di scuola, insieme a mio marito e ai miei due figli, ormai grandi, liceali ancora per poco. Che fortuna, sí. Perché il successo di una vita risiede almeno per il 50 per cento negli incontri che fai e nelle persone che ti trasmettono qualche cosa che ti rende poi ciò che sei. E io di gente bella ne ho conosciuta tanta. Come il prof Claudio Beccaria che era seduto accanto a Matteo e che è stato il miglior docente di arte che potessi chiedere. Perché mi ha dato gli strumenti per leggere quadri, sculture, mostre e perché anche oggi lo ha fatto con quel sorriso e quell’empatia che mi aveva conquistato ai tempi del liceo. Grazie Matteo, grazie prof, grazie vita ❤️

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Senza testa

Troppe cose per la testa. Tutte insieme. Il dannato cellulare che ci tiene costamente connessi con il mondo. Un mondo che ci vuole attivi, multitasking, impegnati su mille fronti. E l’incapacità di soffermarsi su ciò che stiamo facendo. Agiamo senza pensare, perché stiamo già pensando a quello che faremo dopo. Non viviamo l’attimo ma siamo già nel futuro. E ci sfugge il presente. È la malattia della nostra società. Poi succede anche che dimentichiamo di portare il bambino all’asilo e lui resta sul seggiolino dell’auto. Una tragedia. Che interessa tutti noi. Che deve far riflettere. Che deve dirci basta così, adesso è troppo.

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Breve riflessione prima di fare la nanna.
C’é una cosa che non capirò mai.
Perché le persone invece di unire le forze per un progetto, passino il tempo a cercare di metterselo in quel posto a vicenda. Risultato, perdono tutti e sono sempre incazzati.
Ecco, io questo non lo capisco proprio.
Forse per questo mi sento sempre un extraterrestre.
E bene così.