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Vaccino

La gioia con cui ognuno condivide la data in cui sarà vaccinato é emblematica di quanto il Covid ci abbia messo alla prova. Anche quelli più tranquilli, più equilibrati postano con orgoglio il D-Day in un tam tam continuo. Sono stati mesi lunghissimi, fatti di dolore, paura, rabbia, di notizie date e poi smentite, di ritardi, di falsi miti e di un eccesso di informazione che ha creato confusione. Ma alla fine forse abbiamo capito che il vaccino è la soluzione. Non ci sono storie. Anche quelli che io no, ora, pur di poter fare le ferie, si farebbero iniettare la miscela per il tagliaerba. E meno male. Ieri sera ho provato la stessa frenesia di quando ho comperato il biglietto per il concerto degli Stones. Pronta sulla tastiera, l’ansia di digitare quei trecento numeri della tessera sanitaria, il calcolo dei richiami per farli coincidere con le ferie, che sono italiana vè e le ferie sono sacre, e poi click. È la tua risposta definitiva? L’accendiamo? Sì, cazzo, l’accendiamo sì, che sto virus mi ha davvero stancato. Poi la sensazione che finalmente ci sia la luce laggiù. Che io possa tornare ad essere me stessa. Che si possa ricominciare a parlare di altro, che non siano percentuali, indici, contagi. Basta. Basta. Basta. Ancora qualche mese e davvero respireremo.

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Velocità…

La biologia dice che dopo il rapporto sessuale, l’uomo deposita circa 200 milioni di spermatozoi; tutti iniziano a nuotare verso l’alto, dentro il sentiero, per trovare l’ovulo; di tutti i milioni che vengono depositati, in realtà solo tra il 300 e il 500 arrivano sul posto (altri si stancano lungo la strada, perché non è una corsa facile), e di questa quantità, quelli che riescono a raggiungere l’ovulo, solo uno fertilizza l’uovo e, in tal caso, Il vincitore sei tu.
Ci hai mai pensato?
Hai corso senza occhi e senza gambe e hai vinto.
Hai fatto una gara impreparata e hai vinto
Hai corso senza aiuto e hai vinto.
Cosa ti fa pensare che perderai ora?
Ora che hai occhi e gambe, ora che hai piani, visioni e sogni, non ti sei arreso il primo giorno, quindi non puoi arrenderti, ora è un insulto .
Non importa cosa stai passando ora, prendila come una sfida e ricorda che hai vinto dall’utero.
Non arrenderti, mai!
(ma incazzati, spesso).

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Scelte

Non ci sono scelte giuste o sbagliate, ma solo scelte.
In ogni caso, qualunque direzione tu prenda, perderai qualche cosa e forse guadagnerai qualcos’altro.
Valuta bene e poi segui l’istinto: siamo animali e i nostri sensi sanno dirci molto se li ascoltiamo con attenzione. E soprattutto, una volta scelto, non guardare indietro ma vai avanti. I “forse se avessi” e “avrei dovuto però” servono solo ad inquinare il presente: dai il tuo massimo e fai che la tua sia una scelta di valore, sempre. Limpida, onesta e leale.
E se non porterà dove vuoi, scegli di nuovo e cambia direzione.
Stare fermi è in assoluto le scelta peggiore.
Cosa ne pensi?
Buon sabato ❤️

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Baci

Ma vogliamo parlare dei baci? Di quelli che dopo non è più lo stesso? Ognuno di noi ha nel cassetto del cuore dei baci che non dimentica. Di quelli che poi passi la giornata a leccarti le labbra, a mordicchiartele, per cercare di rinnovare il sapore di quel momento bellissimo. È una sensazione che riporta all’adolescenza, anche sei hai cinquant’anni, le rughe e le caldane della menopausa. Poco importa. Certi baci ti danno i brividi solo a ripensarci e nel buio della notte, a letto, ti ritrovi a desiderarli ancora. E ancora. Come un bambino al parco dei divertimenti, che non vuole smettere di girare sulla giostra preferita. I baci sono sottovalutati in questo mondo in cui il sesso pare l’unico fine di un rapporto, relegati a preliminare e complementare di una fisicità totale. E invece. Invece racconta molto di più un bacio che una notte intera, a patto che ci mettiate impegno e un pizzico di fantasia. Ecco, questi baci, questi qui così speciali, sono un vizio che non voglio smettere mai ❤️

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Fieri di sè

L’ultimo anno è stato davvero complesso. Ho avuto la netta sensazione di essere ferma, immobile, di non fare nulla per vivere davvero. E mi sono sentita inutile. Eppure non è stato così.
Ho lavorato a tre libri e li ho pubblicati.
Ho iniziato un percorso di formazione personale e lo porto avanti con regolarità.
Ho ideato e condotto la terza stagione de “Le regole dello star bene” e ho fatto di tutto per avere ad ogni puntata quattro ospiti in studio, nonostante la pandemia. E ci sono riuscita.
Ho portato avanti il mio lavoro quotidiano, senza grandi innovazioni ma senza lasciare indietro nulla.
Ho cercato di mantenere viva l’associazione culturale con cui collaboro, nonostante il silenzio dei concerti.
Ho scritto ogni settimana i miei articoli di cultura, inventandomi di tutto in un periodo così vuoto.
Ho fatto un corso da personal trainer e a breve avrò il mio attestato.
Mi sono allenata con nuovi protocolli e messa alla prova oggi giorno.
Ho gestito la mia famiglia e sono tranquilla di avere dato il massimo per loro.
Ho rinnovato il mio blog lacolli.com e cercato di essere utile sui social.
Eppure mi sembra di essere stata ferma. Immobile.
Vedete, ho scritto tutto questo non per farmi dire “brava”, ma per dimostrarvi quanto le nostre percezioni su noi stessi e sulla nostra vita sono molte volte alterate. Allora vale la pena prendere un foglio e scrivere tutto.
Poi premiarci per i nostri tanti successi quotidiani perché nulla è scontato e tutto è importante.
Amatevi, valorizzatevi, siate fieri di ciò che fate ogni giorno, non guardate solo i successi altrui, ma riconoscete i vostri. Siete fantastici, non dimenticatelo mai!
Buon fine settimana ❤️

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Ridere

Ho voglia di ridere. Sapete quelle risate da mal di pancia? Ecco quelle lí. Non ricordo l’ultima volta che ho riso così e mi manca. Voglio salutare il giorno con pensieri positivi. E soprattutto circondarmi di gente che mi fa stare bene. Basta post polemici, musi lunghi, lamentele continue. Io sono per il partito del sorriso, che non promette benessere ma lo da, regalando buonumore. I problemi restano, le difficoltà sono parte della vita, ma non é con rabbia, ira e rancore che troveremo la soluzione. Il sorriso è la chiave di tutto. E in un modo o nell’altro ne usciremo.
Vi bacio tutti ❤️

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Basta

Io non lo reggo più tutto questo dolore. Mi spacca dentro. Ogni mattina, appena apro gli occhi, per un attimo non ricordo cosa stiamo vivendo. Pochi secondi e poi capisco che siamo ancora fermi in questa pandemia che continua a rubare vite, minuti, attimi. Mi alzo a fatica e, come un mantra, mi ripeto che abbiamo sempre un motivo per sorridere, e vado avanti. Alcuni giorni riescono anche ad essere lieti, perchè il virus sembra lontano: succede quando lo chiudo fuori dalla porta, o mi dedico alla scrittura, o ancora ribalto armadi e scarpiere per mettere in ordine almeno quelli, visto che la vita ora non mi riesce. Poi arrivano invece i giorni in cui questa merda colpisce qualcuno che conosci con violenza e allora te lo senti addosso, che vorresti strapparti i vestiti e urlare basta, non ti vogliamo più, adesso basta. Sento un male fisico a certe notizie, quel male intenso al petto, che poi sale in gola e che se ne va piano piano, lasciando l’ennesima cicatrice dentro. Mi viene in mente quando a scuola leggevo Ungaretti, “la morte si sconta vivendo” e mi sembrava eccessivo. Provavo a comprendere il dolore della trincea ma era sempre simile a un film, uno di quel film in cui ti viene il magone ma poi sai che mangerai i pop corn e che in fondo starai meglio perchè il dolore era solo una finzione. Ora lo capisco invece. Capisco quella sensazione di inutilità e di impotenza, quella paura sottile che scorre nelle vene, quella certezza che nulla sarà più lo stesso dopo. Dopo. Ecco io però questo dopo lo voglio adesso. Adesso sì. Basta pagare in vite umane. Vogliamo tornare a respirare tutti. Senza paura.

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Quando mangiare è una fatica

Oggi è la giornata contro i disturbi del comportamento alimentare. E già il fatto che sia stata istituita una giornata vuol dire che il problema é chiaro a tutti. Che si avverte la necessità di una sensibilizzazione su di un problema che coinvolge sempre più persone. Non solo giovani, non solo donne, ma davvero tanti che sfogano nel cibo un disagio molto profondo.
Che bello che ci sia una giornata ad hoc! Che bello che se ne parli senza tabù! Perché se così fosse stato allora, quando mi sono ammalata io 30 anni fa, bè tutto sarebbe stato più facile. La diagnosi. Le cure. L’accettazione del problema. Invece è stata durissima. Ma ce l’ho fatta. Ho vinto io. Abbiamo vinto noi, anzi. Io e la mia famiglia. E vi assicuro che è una battaglia sanguinosa. Ma se la vinci, sei poi una roccia.
Ti ha spaccato dentro. Ma essere rotti dentro vuol dire potersi ricostruire. Rigenerarsi. Rinascere. Conoscersi.
Un male infido i disturbi del comportamento alimentare. Non sottovalutateli. Non sminuite chi ne soffre. E se siete voi a provare il disagio, chiedete aiuto. Da soli non se ne esce. Non abbiate paura di essere deboli. È dalla presa di coscienza della propria debolezza che si diventa forti. Insieme si può fare.
E dopo, bè dopo, sarà bellissimo e nulla vi farà più paura.
Ve lo prometto.