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Cambiamento

Non mi spaventa il cambiamento, mi spaventa la routine. Nel cambiamento c’è infatti una spinta vitale che raramente troviamo nella monotonia dì un giorno uguale ad un altro. Non siate mai spaventati da scelte che sembrano rischiose o da decisioni che hanno un margine dì incertezza: è infatti in quel pezzettino dì incognito che si cela il meglio. Ricordate che siete voi a decidere se il bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno e che ogni giorno è in fondo una sfida. A cominciare dalla scelta, durissima, dì abbandonare le coperte per tuffarsi nei casini del lavoro. E allora, forza dai, con il sorriso che portate nel cuore e con la consapevolezza che, comunque vada, sarà un successo ❤️

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Cultura

Ho sempre amato leggere, studiare, approfondire. E ci sono stati anni in cui non è stato semplice, perché da ragazza ero considerata una secchiona, una dì quelle persone strane che amano la scuola. Nei libri ho sempre trovato tante risposte e ancora più domande, mi sono rifugiata in loro nei momenti bui e sono stati i miei compagni nella gioia. Ma cultura non è solo studio: è viaggiare e nutrirsi dell’arte, del cibo, delle atmosfere dì luoghi diversi, è andare al cinema, al teatro, nei musei e ritrovare se stessi nelle tante espressioni della mente umana. La cultura è alla base dì tutto. Potremo essere il Paese più avanzato al mondo ma se non avremo le basi culturali tutto avrà meno senso. La cultura ci fa capire chi siamo e nulla vale dì più della consapevolezza del proprio essere. Solo conoscendo saremo liberi, perché un Popolo che sa è difficilmente manipolabile. Studiate, informatevi, leggete, viaggiate, siate curiosi. Senza fermarvi mai ❤️

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Fine emergenza, forse

Oggi avrebbe dovuto essere un giorno importante. Oggi termina lo stato d’emergenza per il Covid. Ricordate quando eravamo in pieno lockdown? Quando dovevamo fare le autocertificazioni per uscire dì casa? Quando ci litigavamo l’unico pc in casa tra DAD e Smart working? Ricordate il silenzio spettrale e le città vuote? Le continue ambulanze? Ecco, allora la fine dello stato d’emergenza era un miraggio. Oggi ci siamo. È vero, il virus c’è ancora ma, anche grazie ai vaccini, gli ospedali non sono più in sofferenza e sappiamo come curare questa terribile malattia. Eppure oggi nessuno ha voglia dì festeggiare. Perché , per la serie #maiunagioia, adesso c’è il conflitto in Ucraina e la tragedia dei profughi. E il caro benzina ed energia. E, come se non bastasse, pure il mitico Bruce Willis non potrà più recitare per una malattia neurologica. Evviva. Non so voi, ma io ho voglia solo dì urlare “basta”! Sono così stanca dì brutte notizie. Allora mi concentro sulle cose semplici del mio quotidiano, così bello da illuminare il più buio dei presenti. I miei affetti. Le belle letture. L’arte. La primavera che arriva. Il sorriso delle persone che incontro. Sono lo stesso incazzata per ciò che vedo in Tv, non sono così peace and love da lasciarmi scivolare tutto addosso. Però credo che la bellezza sia ad ogni angolo e che questi momenti difficili siano una palestra eccezionale per imparare a vederla. O almeno per privarci ❤️

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18 anni

18 anni dì te. Sicuramente 18 anni non scontati, imprevedibili, stimolanti, mai semplici. Ma avrei dovuto immaginarlo quella sera del 2004, quando ti ho stretto a me per la prima volta. Ricordo che mi guardavi, con quegli occhi da neonato che non vedevano dì certo bene ma erano già assetati dì sapere, curiosi, insaziabili. I tuoi occhi grandi e buoni, che mi fanno emozionare anche quando (spesso) discutiamo. Grazie Leonardo, che nascendo mi hai riempito dì voglia dì vivere e che ogni giorno sei energia pura nella mia vita ❤️

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Compleanno inglese al Liceo Cairoli

Oggi ho trascorso un bellissimo pomeriggio al Liceo Cairoli, dove ho presentato il mio libro “Compleanno inglese” edito da Le Mille E Una Pagina Editore. È stata un’emozione fortissima ritrovarmi in quell’aula magna che ho attraversato tantissime volte da alunna. Grazie ai ragazzi dì IV A e IV B Classico, grazie alle prof Baletti e Tacchini, grazie al preside Alberto Panzarasa, grazie ai tantissimi che erano presenti. Siete stati fantastici ❤️

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Tempo che passa

Sto invecchiando e un po’ mi da fastidio. Ma mica per le rughe. No. A quelle possiamo rimediare in tanti modi e, tutto sommato, continuo preferire l’espressività al volto ingessato e senza tempo che talune ricercano. Mi da fastidio avere meno tempo. Intendo per realizzare i due milioni di progetti che ho nel cassetto o per scrivere le decine di storie che mi frullano nel cervello. Mi da fastidio sapere che prima o poi la mia inesauribile energia inizierà ad essere meno inesauribile e che quindi dovrò rinunciare a qualche cosa. Perchè vedete a me piace spremere la vita. Usare le giornate dall’inizio all’alba fino a sera tardi, quando crollo sul divano con la bocca aperta e i miei figli (tesori…) mi fanno le foto per prendere in giro Lacolli tacco 12 con la bolla al naso. Riempire l’agenda di impegni, incontri, cose da fare e vedere a sera che ho fatto tutto e ancor di più. E sapere che il tempo davanti a me diminuisce mi fa arrabbiare e mi mette anche un po’ in panico. Per fortuna dura poco. Il tempo giusto che una nuova idea faccia capolino e che io mi ci butti a capofitto. Che la vita è bella, bellissima e viverla è il miglior modo per celebrarla.

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Questo è il mio zibaldone

Troppo sensibile per questo mondo. Troppo trasparente per una società che sempre di più calpesta i sentimenti in nome dell’ egoismo e del ritorno economico. Ogni giorno ritrovo dentro di me la ragazzina che si rifugiava nella storia e nella letteratura per cercare di spiegare atteggiamenti che non capiva e per fuggire da un quotidiano che le andava stretto. Perché si impara ad indossare maschere ma dentro, ecco dentro il cuore vuole altro e la mente non si rassegna.

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Lisistrata

Nella Lisistrata di Aristofane, le donne cercano una soluzione per far cessare la guerra e la trovano nello sciopero del sesso. Finché gli uomini continueranno a combattere, loro non si concederanno. L’opera va in scena nel 411 avanti Cristo, in una Grecia tormentata dalla guerra del Peloponneso. Alla fine l’escamotage funziona e gli uomini depongono le armi. Se solo si potesse fare lo stesso oggi, in un’Europa tormentata da una guerra senza senso! Allora, come oggi, fate l’amore, non la guerra, come mantra per un mondo in pace ❤️

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4 marzo

Il 4 marzo per me è un giorno di festa. Lo è sempre stato. È il compleanno della mia mamma, che è il mio secondo cuore. Oggi però è difficile. Oggi ho visto il dolore di una madre che perde una figlia, fatto innaturale e spietato. Un dolore amplificato da tutti noi, attoniti di fronte a un lutto inspiegabile. Siamo troppi giovani per trovarci così spesso ai funerali, come è accaduto in questi ultimi due anni. Troppo. Li conoscevo tutti quelli che oggi salutavano la nostra amica per l’ultima volta e si sentivano schiacciati dal pianto di quella mamma. E dal silenzio di quel papà, diventato piccolo piccolo, annientato dal dolore. C’eravamo tutti, noi che abbiamo ballato insieme negli anni ‘90, abbiamo fatto casino, ci siamo incontrati, innamorati, sposati, separati, abbiamo figliato, fatto carriera, siamo emigrati. Stamattina eravamo tutti lì. Ma non era un giorno di festa questo 4 marzo. Era un giorno di consapevolezza. Che dobbiamo vivercela sta vita, pienamente, senza fare cazzate, senza lasciare nulla indietro, senza dire domani, ma solo oggi. A dispetto del Covid, della guerra, della crisi, della siccità. Dobbiamo vivere per noi e per i nostri amici che non ci sono più, per i sorrisi che ci hanno lasciato, per le troppe, inutili speranze riversate nel futuro. Oggi, oggi e ancora oggi. E con la mamma festeggerò domani, che oggi, davvero, non ci riesco.